L'ho incontrato in un momento davvero strano della mia vita. Venivo fuori da un anno triste, malinconico, intriso di lacrime che non saprei catalogare. Una crisi. Sì. Ero reduce da una crisi, da cui poi, dicono, si esce sempre un po' cambiati nella forma e nella sostanza.
La prima volta che mi apparve ebbi quasi l'impressione di essere stata drogata e, ancora adesso, a distanza di oltre due mesi, non so dare spiegazione a questi riflessi così falsati.
Ho tentato di attribuirgli quei connotati, così turpemente umani, che possiede il resto del mondo, ma nulla. Non riesco a portarlo su questa terra, ad avvicinarlo a me. E' una sensazione strana, inusuale.
Sono lì, dinanzi a lui, ma è come se in realtà gli stessi dentro, risucchiata, fatta prigioniera dai suoi occhi terribilmente verdi.
Lui mi parla, mi sta ingannando, ma io non ho intenzione di accorgermene. Lascio che sfiori con lo sguardo la mia anima smarrita, la annusi per poi ritrarsi all'improvviso, abbandonandomi a me stessa.
I miei sensi risultano a tal punto inibiti che potrei garantire al cielo la sua purezza, anche se lo vedessi con le mani sporche di sangue compiere chissà quale misfatto.
Mi sono convinta che potesse amarmi ma ora, ammanettata da tali futili speranze, mi rassegno dinanzi alla più limpida delle realtà. Ma.
[Ma] Il desiderio di lui è più forte di qualsiasi ragione.
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